Storie di Successo, Torno Subito

Torno Subito: idee sotto la doccia

Mi ritrovo a digitare su questa tastiera in tarda serata sorseggiando una camomilla e facendo vagare i ricordi tra un po’ di commozione e molta emozione.

Sono passati 2 anni dall’inizio del mio progetto “Torno Subito” che ha visto la sua fisiologica conclusione qualche mese fa. Ho deciso di raccontare qui com’è andata questa esperienza. Lo farò con tre articoli in uscita ogni venerdì.

Ma cominciamo dal principio….

C’era una volta una laureata in psicologia clinica (che sarei io) che svolgeva ogni giorno il suo tirocinio post lauream. 2 ore di mezzi all’andata, 7 ore di tirocinio, un’oretta di mezzi al ritorno (niente traffico esagerato al contrario della mattina alle 7.30!).

Era fine aprile o inizio maggio del 2016, me lo ricordo come fosse ieri.

Stavo uscendo un pomeriggio soleggiato dal mio tirocinio presso l’INMI Spallanzani di Roma e mi aspettava una lunga attesa del mio 228 secondo “Moovit” (l’applicazione per smartphone per scoprire se il tuo autobus arriverà entro la serata o se ne riparla la settimana prossima).

Come sempre mi ritrovo ad importunare telefonicamente qualche amico per ingannare l’attesa. Oggi è il turno di  Marco Salvati  il mio povero amico che odia parlare al telefono, mi dispiace Marco ma oggi tocca a te, dobbiamo pure organizzarci per il Gruppo Giovani di Venerdì e quindi non riuscirai a sfuggire alla mia chiamata questa volta!

Marco, infatti, risponde e tra un’ idea folle per un icebreaker e un “facciamoli ballare, è sempre divertente!“, mi parla di questo Bando della Regione Lazio, lui vuole provarci e mi dice istintivamente “perchè non lo fai anche tu?“.

Ma no, io ho le mie solite mille cose da fare, il tirocinio, il gruppo giovani, la scuola di sessuologia, non posso farcela!“, rispondo. La conversazione continua con un appuntamento per l’indomani ed io salgo sul 228. Arrivata alla stazione trastevere salgo sul mio amatissimo Tram 3 e, invece di tuffarmi nella lettura con la mia app del kindle, rifletto su questo strano Bando “Torno Subito”.

Dopo la mia oretta di tram torno a casa emozionata, mi scarico velocemente il bando e la mia idea folle, ambiziosa, assurda prende vita.

Tra una clausola e l’altra, il seme dello “sportello” nasce in me.

Creo il mio piccolo vaso, due pagine di word per presentare la mia idea. Ecco il mio piccolo vaso, devo trovare un posto che possa sia annaffiare il futuro germoglio che dargli spazio per far crescere forti e salde radici.

So bene qual è il posto giusto. Prendo appuntamento con il “grande capo”, stampo le mie due pagine che stringo con ansia in un foglio trasparente con allegato il mio curriculum aggiustato al meglio all’una di notte.

Il giorno del colloquio a tirocinio sono stranamente silenziosa, i miei colleghi se ne accorgono ma non mi va ancora di parlare del mio piccolo seme. Con ansia aspetto le 16 ed il mio 228 o 774 che questa volta arriva velocemente.

Mentre aspetto di parlare con “il capo” non riesco a sedermi in sala d’attesa, stringo il mio piccolo raccoglitore plastificato e mi domando se sia più professionale tenerlo in mano o metterlo in borsa e tirarlo fuori al momento giusto.

Forse più per salvaguardare il povero raccoglitore ormai spiegazzato che per una riflessione più profonda, rimetto i fogli in borsa, un sorso d’acqua e sono pronta.

Il colloquio va assurdamente bene! E’ completamente informale, il super capo non solo accetta il mio progetto ma mi aiuta anche con un suo conoscente per la prima fase del progetto. I fogli rimangono nella borsa, solo le mie parole e il mio entusiasmo sono bastati. Ci diamo appuntamento per le firme ed inizio a scrivere il mio progetto.

Quell’esame di progettazione della proff.ssa Langher mi è proprio servito. In un paio di giorni eccolo, nero su bianco: destinatari, obiettivi, monitoraggio, c’è tutto. Manca solo il nome. Un progetto ambizioso deve avere un nome ambizioso ma che ricordi anche il perché di tutto ciò. Torno Subito ha come scopo quello di professionalizzare i giovani e trovare un occupazione presso gli enti scelti o altrove. Ma i criteri di valutazione sono tanti: l’innovatività, la rete territoriale, l’originalità, ecc…

Sotto la doccia (e dove se no?) creo il mio bellissimo titolo di progetto:

Sportello d’ascolto psicologico e sessuologico: educare all’affettività e sviluppare il territorio

Per conoscere il seguito dovrete aspettare venerdì prossimo!

Se volete contattarci per una consulenza o per maggiori informazioni scrivici una mail (accademiasviluppopersonale@gmail.com) o utilizza il modulo qui di seguito.

A presto!

COPYRIGHTS Tutti i diritti sul testo e sulle immagini sono riservati e di proprietà dell’autore.

Scritto da Roberta Autore

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