Storie di Successo, Torno Subito

Torno Subito: In Svizzera, ho realizzato il mio sogno di successo!

BeeYou sta raccogliendo per voi le storie dei vincitori delle edizioni precedenti di Torno Subito, il bando della Regione Lazio che vi permette di fare un’esperienza formativa o lavorativa all’Estero.

Oggi vi raccontiamo la storia di Chiara che, nonostante i primi scoraggiamenti, è appena tornata da Zurigo, dove ha vissuto un’esperienza ricca di colpi di scena, ma non vogliamo anticiparvi niente!!Proprio per iniziare a rompere il ghiaccio, vorremmo che si presentasse con le sue stesse parole:

Ciao a tutti, sono Chiara. Sto per compiere 26 anni e mi sono laureata a Gennaio 2017 in Scienze per la Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università La Sapienza di Roma. Il nostro paese è ricco di storia e arte, ma il settore dei Beni Culturali non è certamente dei più facili. Il mio sogno era andare, perciò, a fare un’esperienza all’estero, preferibilmente in un laboratorio di diagnostica legato ad un museo, per poter finalmente “mettere le mani” su un vero caso di studio e crescere professionalmente.

Chiara

Come hai conosciuto il Bando Torno Subito?

Ho conosciuto il bando durante una giornata dedicata ai laureati e al loro avvicinamento al mondo del lavoro presso l’università di Tor Vergata. Tra le aziende e gli enti presenti non ve ne era nemmeno uno che prendesse neanche lontanamente in considerazione un profilo come il mio.

In fondo ad uno dei corridoi dove si svolgeva l’evento vi era uno stand di PortaFuturo in cui si pubblicizzava anche il Bando. Incuriosita mi sono avvicinata e ho chiesto informazioni: “Ma quindi non importa che percorso di studi si è seguito? Posso veramente crearmi in totale autonomia il progetto?”

Credo che l’impiegata abbia dovuto più volte confermarmi questo punto, perché ormai ero abbastanza scoraggiata e stavo iniziando a pensare che forse sarebbe stato veramente meglio cercare lavoro in altri settori.
Da quel momento ho iniziato ad informarmi per trovare i partner e a controllare periodicamente il sito aspettando  con ansia la pubblicazione del bando.

A quale edizione e quale linea progettuale hai partecipato? Come hai scelto tra le tante?

Ho partecipato al Bando 2017, linea work experience. Non ho dovuto riflettere molto in merito alla scelta: come detto precedentemente, infatti, fin da quando mi ero laureata avevo cercato di trovare tirocini, proprio all’estero, che mi permettessero finalmente di applicare tutto quello che per me era ancora solo teoria e di acquisire dimestichezza con tecniche e strumentazioni.

Di cosa tratta il tuo progetto? Ricordi il momento in cui hai pensato che fosse l’idea giusta?

Il progetto è nato dalla discussione con il mio attuale tutor di fase 2, che mi propose diversi casi di studio, che riteneva in accordo con i miei desideri e i miei interessi. Esso  riguarda lo studio di alcuni materiali archeologici romani ed è finalizzato ad acquisire conoscenze circa la tecnologia di produzione, analizzando le differenze in relazione al periodo storico e all’uso.

ETH Zürich, Zentrum, Hauptgebäude
Sede centrale dell’ETH di Zurigo.

Per la Fase 1 ho lavorato presso l’ ETH di Zurigo, dove inizialmente avrei dovuto svolgere solo la parte analitica; tuttavia, per strane coincidenze  ho conosciuto alcuni archeologi svizzeri e mi sono alla fine trovata ad avere reperti anche dall’area elvetica!

Quale è stato il momento più difficoltoso durante la stesura del progetto?
Ti sei fatta consigliare da qualche familiare/amico?

Il periodo di stesura è stato abbastanza stancante e ricordo di esser stata perennemente in ansia di non farcela con i tempi. Ho redatto il progetto mentre stavo frequentando una summer school per cui io e un’amica avevamo vinto una borsa di studio.
Perciò, dopo le giornate di lavoro e cantiere ci ritrovavamo la sera al computer a studiare le carte burocratiche, a comunicare con i potenziali partner e a scrivere.

I nostri progetti erano completamente diversi, ma sicuramente è stato utile avere qualcuno con cui confrontarsi e….rassicurarsi vicendevolmente!

Hai avuto difficoltà nel trovare un partner per la FASE 1? Se potessi scegliere, cosa cambieresti/vorresti aggiungere alle competenze apprese durante questa fase?

Tra la fine della laurea triennale e l’inizio della magistrale trascorsi alcuni mesi a Londra: lì mi ero innamorata di un museo che aveva anche dei laboratori di diagnostica. Con mia grande delusione, però, quando ho inviato una mail per chiedere la disponibilità ad ospitarmi come partner di fase 1, mi hanno risposto che non potevano, in quanto i tirocini erano riservati ai soli studenti universitari.
Da altri laboratori museali ho ricevuto risposte analoghe insieme all’invito a ricontattarli nel caso si fosse aperta una posizione vera e propria all’interno del loro organico.

Ero scoraggiata, ma, decisa a partecipare, ho continuato a cercare e nel frattempo ho trovato il partner di fase 2.

L’ente, interessato a riallacciare i rapporti con dei collaboratori esteri, mi ha proposto di effettuare gli studi in Svizzera all’ETH. Così, dopo varie peripezie e innumerevoli mail ho finalmente ricevuto la risposta di un professore svizzero, che si diceva molto interessato ad avviare un progetto nell’ambito dei Beni Culturali e da lì…tutto ha avuto inizio!

L’esperienza è stata veramente utile e formativa, se proprio dovessi cambiare qualcosa…partirei due mesetti più tardi, in modo da avere più tempo per fare gli studi preliminari qui a Roma ed arrivare più pronta allo stage (oltre ad essere più serena e concentrata avendo con me da subito i fondi!!)

Come è andato il primo giorno fuori “dalla terra natia”? Raccontaci la tua giornata, le tue emozioni.

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Sono arrivata a Zurigo in aereo con mia sorella, una sera di fine Settembre. Ci ha accolte il ragazzo tedesco che avrebbe condiviso con me l’appartamento e ci siamo letteralmente accampate nella stanza, completamente spoglia a parte i due materassi. Abbiamo trascorso il fine-settimana tra burocrazia, visite per la città (assaggiando anche il famoso St. Galler Bratwurst!) e lezioni di carbonara al coinquilino.

Le cose da sistemare a casa e a lavoro erano tante, ma anche grazie ai consigli e all’aiuto inaspettato di nuove conoscenze mi sono presto ambientata.

Dove intendi svolgere la seconda fase? Di cosa ti occuperai?

Sto svolgendo la seconda parte del progetto presso un laboratorio dell’università La Sapienza. Le mie due fasi sono strettamente connesse, perché i campioni da analizzare con cui sono partita mi sono stati forniti proprio dall’ente di fase 2, presso cui sto continuando lo studio degli stessi insieme a quello dei nuovi reperti svizzeri.

Ti viene in mente un aneddoto divertente relativo alla tua esperienza?

Di aneddoti da raccontare ce ne sarebbero, soprattutto all’università….tra pubquiz, volleynight, gita sulla neve del gruppo di lavoro…

Sicuramente, però, uno degli eventi più bizzarri e inaspettati riguarda un mio misterioso benefattore!

Come ho detto precedentemente la mia camera era completamente spoglia e ho dovuto comprare e rimediare almeno l’essenziale per renderla un minimo accogliente. Non so per quale motivo, un amico ha raccontato ad un collega della mia situazione.

Una mattina così ho ricevuto una chiamata proprio da questo amico:”Chiara sei a casa? Ti sto portando una scrivania e una sedia”

“Cosa??? Da dove vengono??”

“Non ti preoccupare a Raoul non servivano più, quindi ha pensato potesse regalarle a te”

Raoul alla fine non sono mai riuscita a conoscerlo, ma la sua scrivania ora è qui con me a Roma….quindi…..Grazie Raoul!

Adesso che sei quasi alla fine di questa esperienza, tiriamo le somme. Pro e contro della partecipazione a Torno Subito. Se avessi una bacchetta magica cosa vorresti migliorare per rendere il tuo progetto, o la sua effettiva realizzazione, migliore?

Uno dei contro è che purtroppo, nel mio caso, il bug informatico che si è verificato durante l’erogazione dei primi fondi ha fatto sì che, insieme ad altri 4 ragazzi sfigati, ricevessi molto in ritardo l’importo che mi spettava. Le innumerevoli telefonate a Laziodisu, alla banca etc. hanno comportato una notevole perdita di tempo e distrazione dal lavoro, oltre a lasciarmi in un perenne stato di ansia.

Un altro contro riguarda sicuramente anche il pagamento della Fase 2, che si verifica in due tranche, la prima dopo quasi 5 mesi, la seconda dopo 7. Inoltre, non è permesso alcun lavoretto regolamentato per cercare di avere dei fondi minimi di sussistenza. Nel mio caso vivendo a casa dei miei genitori la situazione non è così drammatica, ma immagino che per un fuori sede sia veramente impossibile sopravvivere in una città come Roma.

Tuttavia, senza una borsa, non avrei mai potuto permettermi l’esperienza all’estero che tanto desideravo e grazie ad essa mi sono veramente arricchita professionalmente avendo avuto  anche modo di conoscere e collaborare con diversi enti oltre all’ETH, tra cui un laboratorio del museo Nazionale.
Inoltre, non posso non nominare il meraviglioso gruppo di ricerca che mi ha accolto: il clima era sereno, vi era un grande scambio di idee e sapevi di poter contare sugli altri per qualsiasi necessità e dubbio scientifico.

Perciò, complessivamente, non posso che giudicare l’esperienza come molto positiva!

Se potessi dare un consiglio a chi vorrebbe partecipare al Bando di quest’anno quale sarebbe?

Di redigere il progetto in autonomia, perché è un’occasione per realizzare un sogno nel cassetto per il quale fino ad oggi magari non si avevano i mezzi.

Bisogna, però, tenere a mente che i fondi sono da intendere, in gran parte delle situazioni, più come un aiuto che come un effettivo “stipendio”.

Con rammarico ho visto sui social molti ragazzi vincere e poi rinunciare, perché si son resi conto di non potercela fare. O ancor peggio ragazzi che in corso d’opera si son trovati in seria difficoltà (me in primis nella fase 1). Per cui è bene avere o dei risparmi da parte oppure un qualcuno che “copra le spalle”, altrimenti non è fattibile neanche sopravvivere. Questo soprattutto per chi è fuori sede anche nella Fase 2, per la quale la borsa viene erogata molto dopo. Quest’ultimo problema, specialmente, temo che più che a tornare, spinga i ragazzi ad andarsene, rinunciando alla fase 2!

Vorrei solo augurare un grande “in bocca al lupo” a tutti i partecipanti di quest’anno!

Noi ci resta che associarci all’augurio di Chiara, ricordandovi che potete contattarci email o tramite il format, per eventuali dubbi e chiarimenti sul Bando richiedendo uno dei nostri Servizi.

Alla prossima storia di successo!

COPYRIGHTS Tutti i diritti sul testo sono riservati e di proprietà degli autori.

I diritti sulle immagini sono di proprietà dei relativi autori.

Scritto da Doriana Chirico e Roberta Autore

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